Silvia Marchisio
staff

GVD nasce dalla collaborazione tra Francesca Quaglia e Giorgio ANML Dazzi, una coppia di creativi, nella vita e nel lavoro. Un progetto comune per unire le loro capacità artistiche, quindi la moda per Francesca e la grafica per ANML. Fin da bambina Francesca ha sempre sognato di avere una sua linea di abbigliamento, ed è così che è nata GVD rendendo il sogno realtà.


Lo stile di questo marchio è decisamente urban ma con una buona dose di eccentricità, infatti i capi di ogni collezione sono apprezzati e indossati da target molto differenti tra loro. Dagli amanti dell’over-size, della notte, dei tessuti di classe (dalle magliette alle giacche con inserti in purissima seta e cotone), ma anche dagli appassionati di sport. Fondamentalmente da tutte le persone che amano indossare capi particolari e un po’ diversi dalle solite “divise” quotidiane senza rinunciare a stile e in molti casi anche comodità.


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All’interno del marchio GVD sia la parte amministrativa che creativa sono seguite da Francesca, mentre Giorgio è il creatore della grafica, essendo illustratore freelance per GVD come per la marca di skate El Santo. Dal punto di vista creativo le contaminazioni provengono da più fonti, in primis da tutto ciò che ruota intorno alla moda Londinese. A livello di designers gli idoli di Francesca da sempre sono stati Gareth Pugh e Rick Owens per le linee e le forme e Jeremy Scott e Manish Arora per gli accostamenti di colore e per l’estro nettamente sopra le righe, peraltro in forte contrasto con i primi due citati. In qualche modo la sua creatività vuole forse essere una loro sintesi.


La prima collezione era fortemente incentrata sul motto “The beauty of the beast”, quindi come accettare i propri difetti e trovare “la bellezza della bestia”. Si è concentrata principalmente sulla customizzazione di gilet e giubbotti vintage della Levi’s, dalla quale quindi deriva in parte questo concetto di “trasformazione”. Questi capi da “Beast” (di livello) sono mutati in “Beauties” con l’aggiunta di sete, pelli e tessuti pregiati. L’accettazione dei propri difetti fa anche parte del concetto dietro a questa linea, con il logo stesso come simbolo: il lupo, figura di terra, è la parte più irrazionale e aggressiva, contrapposta agli aironi, figure di aria, che rappresentano saggezza, pazienza e costanza. Si tratta di una sorta di Yin e Yang che si contrappongono e completano a vicenda.


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Da questo inizio oltre due anni fa hanno seguito diverse collezioni con varie ispirazioni, fino ad arrivare all’ultimo lavoro di Francesca: RA CAPSULE AW17. La nuova collezione autunno/inverno si ispira fortemente al mistero dell’Antico Egitto. I capi sono caratterizzati da paillettes, frange, pelle intrecciata, dettagli neri e dorati, e molti altri elementi tutti da scoprire. Il messaggio principale è quello di trovare le proprie “ali nascoste”, e spiegarle per volare via; una nuova era si nasconde dietro l’angolo.


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