Giulia Zanon
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In un anno sfortunato il mondo della moda piange anche Carla Fendi.


Perchè ho deciso di parlare di lei e non anche dei grandissimi nomi che abbiamo perso quest'anno? Innanzitutto perchè preferisco parlare degli inizi e non della fine, perchè mi piace celebrare la vita e le opere, perchè non mi piace scrivere laddove in molti, in massa, descrivono le dinamiche di accaduti che vorremmo dimenticare e di cui preferiremmo non leggere.



Di Carla Fendi vorrei celebrare la vita in questo articolo,e non solo la sua. Amo moltissimo Fendi (e forse emerge dai miei articoli), griffe d'avanguardia che ancora adesso detta legge (l'ultima tendenza delle tracolle da acquistare a parte per dare nuova vita alle borse è loro n.d.r.)


Vorrei ricordare lei, ma anche le sue sorelle: Paola, Anna, Franca e Alda (foto in alto, tutte insieme). Donne visionare, che nel secondo dopoguerra hanno saputo farsi strada in un mondo maschile. Hanno saputo lavorare di stile, strategia, lungimiranza e qualità, il tutto con una grandissima sinergia.



Fendi è un'azienda di quelle che iniziano a conduzione famigliare, e finiscono a conduzione famigliare. Creata nel cuore di Roma dalla madre Adele Casagrande e dal padre Edoardo Fendi (in alto foto storica del primo negozio di pellicce e borse), la Maison Fendi é sinonimo di una bella storia, senza vicende di litigi dettati dalla cupidigia. "Siamo come le cinque dita di una mano, diceva sempre nostra madre, ognuna ha la sua funzione" amava ripetere Carla Fendi, ed era vero: il marchio Fendi è cresciuto con la forza di tutte. Presa in mano dalle sorelle nel 1946 che, nonostante la giovane età, ne fanno un grande brand (in basso la sede, Palazzo Fendi a Roma).



La qualità è tale che in poco tempo i clienti arrivano da oltre i confini italiani. Ma non solo: è Carla ad occuparsi della comunicazione e dell'immagina dell'azienda fino a crearne la sublime brand identity, insomma grazie a lei Fendi è la Dolce Vita. Le sorelle sono lungimiranti al punto che negli anni '60 suggellano una collaborazione con Karl Lagerfeld che lascerà loro, tra le altre cose, l'impronta innovativa d'avanguardia e lo storico logo con le due F.


La maison passa nel 1985 in mano a Silvia Venturini Fendi ed alle sue sorelle, terza generazione della famiglia, creatrice del marchio Selleria Fendi (dalla tradizione dei maestri sellai riprende il "fatto a mano" ndr) e della ormai leggendaria Baguette (amatissima da tutti e resa famosa da Sex & The City, in basso alcuni delle centinaia di versioni create). E poi seguiranno la Spy, la Peekaboo, grandi successi della Maison.



Carla non resta con le mani in mano, ed è lei, nel 2007 a creare la Fondazione Carla Fendi con lo scopo di preservare e riportare a nuova vita opere d'arte e culturali del nostro splendido panorama italiano. A lei si deve la possibilità di ammirare lo splendore di diverse opere architettoniche e d'arte. La Maison Fendi ha inoltre provveduto a restaurare la Fontana di Trevi (in copertina la storica sfilata avvenuta proprio nella Fontana, a festeggiarne il successo e la Dolce Vita).


Sono qui oggi a scrivere per celebrare la vita di donne straordinarie che hanno saputo lavorare tanto e bene, sapendo fare un passo indietro quando si trattava di passare all'innovazione o alla visione fresca della generazione successiva.


Sono sicura che Adele ed Edoardo Fendi ne sarebbero orgogliosi.


 
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