È nel cuore di Torino che si trova una delle più fiabesche e insospettabili aziende del panorama made in Italy: Xerjoff, azienda dal nome esotico che, a dispetto dello stesso, incarna il vero stile italiano. Fondata da Sergio Momo, eccellenza nella profumeria di nicchia made in Italy che più ci regala lustro agli occhi del mondo.



Entrare nella sede principale di Xerjoff è un’esperienza fuori dal normale che gratifica i sensi: profumi inebrianti che si intrecciano, flaconi prodotti a Murano e placcati oro hanno l’onore di avere come sfondo oggetti unici che fanno parte della collezione privata di Sergio Momo, designer e creativo torinese. Una Vespa oro troneggia all'interno del loft luminosissimo impreziosito da collezioni di pietre e libri pregiati da far invidia a qualsiasi collezionista.



Xerjoff vanta collezioni di jus, oli e fragranze che hanno nomi che sanno di vento e sogni come Zefiro, Oesel, Irisss, Esquel. Mi piace chiamarli “i profumi delle principesse”. Sì, perché la clientela di Xerjoff è composta, oltre che da v.i.p., anche da reali provenienti da tutto il mondo. Gli ambitissimi profumi, spesso in edizione limitata, hanno prezzi che vanno dai 200 ai 50.000 euro (se voleste viziarvi anche voi li trovate in Italia da Campomarzio 70, in UK da Harrods oppure sul nuovo e-commerce che sarà pronto a breve).



Rosy Ursillo, Communication Manager del brand, ci racconta la filosofia delle collezioni che vogliono, ora regalarti un pezzo di cielo (in ogni confezione della collezione Stars è presente un pezzo di meteorite) , ora evocare le antiche arti alchemiche medio orientali. Speciale, è sapere, ad esempio, che Xerjoff ha sponsorizzato più volte il Royal Charity Polo Day, a supporto di Tusk, una delle organizzazioni di beneficenza sostenute dalla Principessa Diana, oggi sotto il Patronato dei principi William e Harry (sì, proprio quei William ed Harry! N.d.r.).



Nulla è lasciato al caso, le essenze e gli attar (ancora più pure dell’essenza: sono l’anima dell’essenza) vengono scelte con cura e in armonia con la storia che il profumo vuole raccontare. I flaconi vengono prodotti dai mastri vetrai di Murano, o da aziende dalla sapienza ultradecennale come quelle di Valenza Po (quest’ultima produce esclusive bottiglie per il brand scavandole e ricavandole direttamente da pietre semi preziose). I tappi, ove non sono placcati d’oro, sono di oro massiccio con incisioni e incastonature di diamanti.



Insomma, un sogno ad occhi aperti che non sembra di questo mondo, e la domanda “come mai non producete direttamente all’estero?” ci è venuta spontanea. La risposta è semplice: “perché nessuno farebbe quello che riusciamo a fare noi con la stessa cura”, ed è vero: i profumi vengono confezionati a mano sotto i nostri occhi uno per uno con una perfezione maniacale.



È da qui che voglio invitarvi, a seguire il viaggio che abbiamo compiuto attraverso le collezioni di profumo di Xerjoff. Come Sherazade e le sue 1001 storie ne sono stata rapita e le condividerò con voi nei prossimi articoli.


Stay tuned and follow us ;)



(Foto per gentile concessione di Xerjoff. Qui in alto una foto di uno dei magnifici gala organizzato da Xerjoff).


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